Politica contro le molestie, i comportamenti sessualmente inappropriati e il bullismo
Introduzione
LAST promuove un ambiente di lavoro inclusivo, rispettoso e sicuro, nel quale ogni persona – interna o esterna all’organizzazione – possa esprimere liberamente la propria identità e professionalità.
Ispirata alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e al Codice Etico aziendale, questa Policy definisce i comportamenti attesi e le responsabilità individuali e collettive nel prevenire e contrastare qualunque forma di molestia, comportamento sessualmente inappropriato o bullismo.
Tali condotte compromettono il benessere psicofisico delle persone, il clima interno, la qualità del servizio e la reputazione dell’azienda.
LAST garantisce supporto, tutela e ascolto a chiunque segnali episodi riconducibili a tali fenomeni e vieta espressamente atti ritorsivi verso chi collabora alle segnalazioni o ai relativi accertamenti.
La Policy è soggetta a revisione periodica e la violazione dei principi in essa contenuti può comportare l’avvio di procedimenti disciplinari, con aggravante nei casi di abuso di potere da parte di personale gerarchicamente superiore.
Ambito di applicazione
La Policy si applica a tutte le persone che operano per LAST: dipendenti, membri degli organi societari, lavoratori somministrati, tirocinanti, stagisti e collaboratori esterni.
Le regole valgono sia nell’ambiente di lavoro fisico sia in ogni contesto collegato all’attività professionale: trasferte, eventi, luoghi comuni (spogliatoi, parcheggi, aree pausa), utilizzo dei social media, smart working e tutte le interazioni riconducibili all’azienda.
Anche i principali stakeholder esterni sono informati dei contenuti della Policy.
Eventuali segnalazioni relative a terze parti saranno oggetto di indagine riservata e, se necessario, di specifiche azioni.
Molestia
Per molestia si intende qualsiasi comportamento, verbale, non verbale, psicologico o fisico, che violi la dignità di una persona o crei un clima ostile, degradante, offensivo o intimidatorio.
Rileva anche un singolo episodio se capace di generare disagio, ansia o paura.
Esempi frequenti – senza pretesa di esaustività – possono essere:
Comportamenti sessualmente inappropriati
Rientrano in questa categoria tutti i comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, o basati sul genere, sull’identità o sull’orientamento sessuale di una persona, che ne offendono la dignità o ledono il contesto professionale.
Sono vietati a prescindere dal ruolo o dal genere delle parti coinvolte.
Tra le condotte ricorrenti (elencate a titolo esemplificativo):
LAST fonda il proprio ambiente professionale su competenze e comportamenti etici, non su caratteristiche fisiche o estetiche.
Bullismo
Il bullismo comprende azioni ripetute e mirate a ostacolare, isolare, intimidire o screditare una persona nello svolgimento del proprio lavoro.
Tali comportamenti possono rendere la persona vulnerabile, minacciata o umiliata, compromettendo la dignità professionale e il benessere emotivo.
Tra le pratiche maggiormente riscontrate:
Restano esclusi da questa definizione i feedback professionali legittimi, le critiche costruttive e la gestione corretta della performance.
Prevenzione e cultura aziendale
LAST promuove un contesto lavorativo basato su rispetto, inclusione e pari dignità.
La prevenzione passa attraverso:
Gestione delle segnalazioni
Chi subisce o assiste a episodi riconducibili a molestie, comportamenti sessualmente inappropriati o bullismo può rivolgersi:
Ogni segnalazione sarà trattata con riservatezza e comporterà gli approfondimenti necessari.
Conseguenze disciplinari
Le violazioni della Policy o della normativa applicabile comportano l’avvio di un procedimento disciplinare, proporzionato alla gravità della condotta e potenzialmente fino al licenziamento.
Protezione delle persone segnalanti
LAST tutela chi effettua segnalazioni in buona fede, anche se anonime, garantendo:
Comportamenti ritorsivi o volti a silenziare chi segnala costituiscono essi stessi una violazione disciplinare grave.
Segnalazioni false presentate in malafede saranno oggetto di specifiche valutazioni e, se necessario, di provvedimenti disciplinari.
Indicazioni pratiche
Quando si ritiene di essere vittima
È possibile:
Quando si assiste a un episodio
Ogni persona è tenuta a contribuire attivamente al contrasto delle molestie.
Sono azioni utili:
Prata di Pordenone, 09 maggio 2025
La Direzione
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